Le mostre d’Arte

4 mostre x 50 artisti

Non solo libri a Cormonslibri, Festival del Libro e dell’Informazione che si tiene nella cittadina collinare le prime due settimane di dicembre, sono infatti ben tre le mostre d’arte che prendono avvio parallelamente all’iniziativa. Giovedì 29 novembre alle ore 18.00 si apre nelle sale del Museo Civico del Territorio Luciano Morandini: lo sguardo e la ragione. Mostra Internazionale di Libri d’Artista, un omaggio allo scrittore friulano a tre anni dalla scomparsa. Luciano Morandini è stato uno scrittore che ha sempre creduto nel dialogo, nello scambio delle idee, nelle relazioni. Lo ha testimoniato tanto nell’impegno politico, ideologico e culturale, quanto nell’esercizio letterario poetico e narrativo; coltivando rapporti con scrittori e artisti dentro e fuori i confini del Friuli; intrecciando  stretti legami con il mondo della musica, del teatro, della fotografia, della pittura e della scultura; interrogandosi su quanto si muoveva attorno a lui, pronto a registrare i fermenti della cultura, disponibile soprattutto verso i giovani. In Luciano Morandini la vita e l’opera coincidono, espressioni di forza morale e onestà dell’agire poetico: il  progetto con il quale lo si vuole ricordare intende proseguire nel solco di quella sua rigorosa ricerca improntata della fiducia nella “potenza conoscitiva del dialogo”.
L’esposizione coinvolge artisti dai diversi linguaggi espressivi che dalla sua poesia hanno tratto occasioni di riflessione e in essa hanno colto consonanze, provocazioni, suggestioni,  ciascuno rispondendo  in modo originale.
La mostra muove pertanto dalla poesia di  Morandini  in italiano, in friulano e in traduzione (sloveno, serbocroato, spagnolo, inglese, tedesco) sollecitando la creatività di 26 artisti di provenienza nazionale e internazionale, ciascuno dei quali interpreta un testo poetico realizzando un libro d’artista.
La mostra è visitabile, con ingresso gratuito, fino al 23 dicembre dal giovedì al sabato dalle 16.00 alle 19.00 e domenica 10.30 – 12.30 e 16.00 – 19.00.

Presenta Luigi Reitani, ordinario di Letteratura tedesca presso l’Università di
Udine assessore alla Cultura del Comune di Udine

Gli artisti: Simon Antoniu (Romania), Valeria Bertesina (Sossano – VI),
Dare Birsa (Slovenia), Nedda Bonini (Ferrara), Anna Boschi (Castel San Pietro
Terme), Danino Bozic (Croazia), Giovanni Buosi (Vicenza), Loretta Capanera
(Udine), Vito Capone (Foggia), Mara Caruso (Brasile), Adina Cioran (Romania),
Yvonne Ekman (Svizzera), Alfonso Fillieri (Roma), Daniela Frumuseanu
(Romania), Judith Ghashghaie (Venezuela), Paz Hilda Levoza (Argentina),
Cvetka Honjnik (Slovenia), Chen Li (Cina), Wilma Lok (Olanda), Denise Mingardi
(Caldogno – VI), Gina Morandini (Campoformido), Monica Munoz Cid (Messico),
John O’ Brien (Usa), Aniela Ovadiuc (Romania), Elisa Pellacani (Reggio Emilia),
Fernando Rea (Frosinone)

Negli stessi orari, nella Sala civica, ancora due incontri particolari tra il linguaggio dell’arte e quello della poesia.
L’Associazione culturale Il Porto dei Benandanti propone Versi_diversi libri d’artista” una mostra di libri fuori dall’ordinario, si tratta delle opere che 22 artisti visivi hanno creato a partire dai testi di altrettanti poeti. Tra i partecipanti di questa edizione artisti e poeti provenienti anche da Slovenia, Croazia e Giappone. Quello del “Libro d’Artista” è un genere che, a partire dagli inizi del Novecento, è stato riconosciuto come una delle sperimentazioni più interessanti e ricche di risultati innovativi in campo artistico. Quasi tutti i grandi artisti del passato e della contemporaneità si sono impegnati nell’elaborazione di nuove procedure legate al tema, consapevoli delle implicazioni culturali ed estetiche legate all’oggetto libro. La sfida cui artisti e poeti sono stati chiamati è quindi quella di una reinvenzione dell’oggetto libro che potrà anche ricorrere a materiali inusuali e assumere forme inaspettate, per creare dei pezzi unici che il pubblico sarà chiamato a leggere, “sfogliare”, manipolare. Il libro non inteso quindi come semplice supporto della poesia ma come opera/oggetto che nasce da un rapporto di confronto/dialogo con il verso poetico in cui la forma si fa parola e la parola a sua volta diviene segno, in un continuo scambio di senso.

Artisti e poeti partecipanti: M. Bidese, R. Renzi, C. Cacciato, M. Cirillo, L.
Cappanera, A. Zuccolo, R. Cevro-Vukovic, G. Tuzet, N. Colle, F. Franzin, I. Crico, M.
Frankovich, M. Masini, M. Gentile, G. Sandron, T. da Gorizzo, E. Comin, C. Hojnik,
E. di Grazia, J. Hoshino, G. Rusconi, S. Lepel, D. Turchetto, S. Lepore, S. Lorefice,
G. Ruggero Manzoni, S. Zanin, Maba, R. Ferrari, O. Masin, A. Garlini, S. Pellarin, R.
Cescon, S. Piazza, E. Ius, Puni, R. Held, G. Roccagli, G. Cupani, S. Simon Ostan, P.
Simon Ostan, S. Tisci, M. Scarpa

Uno scambio che ritroviamo nel progetto di Roberta Gasperi che definisce la mostra Poetico Patchwork” una parte di se stessa, il risultato di un percorso di vita, una sfida con sé e con le donne dell’Associazione Pazze per le Pezze. una Onlus che si prefigge di fare volontariato attraverso il patchwork, dove lo stesso è usato come strumento terapeutico ed educativo, in particolare con persone con problemi sia psichici che fisici, per anziani e bambini. Il patchwork nasce da un gesto semplice: è un “rattoppo”, è quello che facevano le donne pioniere arrivate in America nel XVIII secolo con i ritagli dei vestiti cuciti per quel viaggio che avrebbe cambiato la loro vita. Con quelle “patch” (“pezza”) si sono cominciati a creare disegni geometrici sempre più elaborati, ed ora accanto al patchwork tradizionale si è venuta creando una nuova corrente chiamata art quilting, che unisce le tecniche classiche tradizionali a quelle più moderne, dove la libertà di espressione e movimento, sia nel taglio che nel cucito, porta alla creazione di vere e proprie opere d’arte. A questo si collega Poetico Patchwork che è l’incontro fra due arti che potrebbero sembrare distanti: il patchwork e la poesia. All’interno di questo progetto si sono messe in gioco, facendo qualcosa che non avevano mai fatto prima, le donne dell’associazione che hanno letto e discusso le poesie proposte per poter trasporre su stoffa le emozioni che quelle parole hanno generato. Un’emozione che poteva nascere da un colore, da una parola, da un’immagine, da un sentimento o da uno stato d’animo, tanto che si può pensare ai quei quadri tessili come al risultato dell’incontro tra due anime, quelle di due persone che non si conoscevano, che non si erano cercate ma che il destino, il caso, aveva unito, per il tempo di un lavoro ma in realtà per sempre.

Artisti e poeti partecipanti: M. Cirillo, R. Furlano, N. Gobbato, A. Fabris, L. di Uanis,
H. Bachmann, V. Lauri , M. Collavini, V. Afri, C. Anzolin, D. De Bortoli, F. Moro, M. Pecorari, J. Sandron, M. G. Vai, M. Vittoria, A. De Biasio, M. G. Anastasia, A. Buffon, T. Boschin, M. Benedetti, R. Gasperi, R. Ferrari, R. Bardamu, B. Madeccia, J. Sandron, M. S. Puyad

Dal 30 novembre al 16 dicembre, accanto agli incontri con scrittori ed esponenti del mondo della cultura e dell’informazione Cormonslibri offre l’occasione di conoscere l’opera di  Simone Ferraro (www.simoneferraro.com) fotografo freelance romano che ha fatto di Cormons la sua sede principale. Approdato ben presto al mondo dello sport e del fotogiornalismo, ha fotografato i massimi campionati di calcio, basket, nuoto, rugby, volley e gli eventi di cronaca romana e del Friuli Venezia Giulia, pubblicando i suoi lavori su tutti i principali quotidiani nazionali e sui siti ufficiali di diverse federazioni sportive. La mostra Frammenti, allestita in Sala Italia, è una selezione di immagini riprese durante le Olimpiadi di Londra dove Ferraro ha fatto parte dello staff dei fotografi del CONI.
Le olimpiadi rappresentano il massimo traguardo per un atleta così come per un fotografo sportivo ed è proprio l’importanza dell’evento che carica ancor più di significato ogni singolo istante o fotogramma. Come membro dei fotografi del CONI la sua missione era quella di riprendere tutte le medaglie e i podi degli atleti italiani oltre che coprire gli eventi che si svolgevano quotidianamente a Casa Italia. La raccolta di foto in mostra non nasce quindi come il risultato di un lavoro “pensato per una mostra”, ma come raccolta di momenti unici ed irripetibili che quelle diciassette giornate hanno consegnato alla storia.

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