La meravigliosa vita di Jovica Jovic

Kulturni Dom

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venerdì 6 dicembre ore 18.30
ingresso gratuito

Con il patrocinio della Provincia di Gorizia
In collaborazione con il Kulturni Dom di Gorizia

LA MERAVIGLIOSA VITA DI JOVICA JOVIC
Reading con musica
con JOVICA JOVICMARCO ROVELLI

Jovica Jovic è un rom serbo, noto tra i rom d’Europa come un maestro di fisarmonica cromatica. Jovica ha una storia personale iperbolica: i genitori ad Auschwitz, dove morirono gli zii partigiani; la sua vita di musicista conosciuto tra tutti i rom d’Europa; le persecuzioni in Serbia durante la guerra; l’emigrazione in Italia, a Milano; i campi in cui ha dovuto abitare, continuamente cacciato; la detenzione in un Cpt da cui però non è stato espulso grazie all’intervento di alcune personalità, tra cui Moni Ovadia.

Jovica Jovic

Jovica Jovic

Nella storia romanzesca della sua vita si dischiude ad un tempo anche la normalità della vita di un rom, i suoi tratti culturali fondamentali, quasi totalmente sconosciuti alla gran parte dei gagé (i non rom, come vengono chiamati nella lingua romanès). Il libro è nato dall’incontro di tre amici per raccontare insieme la vita di uno di loro. E Moni Ovadia e Marco Rovelli hanno messo in forma la torrenziale narrazione di Jovica, dialogando con lui. Il reading combina la narrazione orale con la musica in un modo assolutamente singolare, essendo sia Jovic che Rovelli sia narratori che musicisti. Canti della tradizione rom e canzoni composte da Jovica si alterneranno alla lettura di brani del libro, chiudendosi con la canzone, inedita, scritta dal padre di Jovica nel lager di Auschwitz.

Marco Rovelli & Jovica Jovic “La meravigliosa vita di Jovica Jovic”

Marco Rovelli (Massa, 11 giugno 1969) è uno scrittore e musicista italiano. Insegna storia e filosofia nelle scuole secondarie.
Come scrittore, oltre che per il libro di poesie Corpo esposto, pubblicato nel 2004, Rovelli è giunto alla notorietà nel 2006, con il libro Lager italiani, un “reportage narrativo” interamente dedicato ai centri di permanenza temporanea (CPT), raccontati attraverso le storie di coloro che vi sono stati reclusi e analizzati dal punto di vista politico e filosofico. Nel 2008

Marco Rovelli

Marco Rovelli

ha pubblicato Lavorare uccide, un nuovo reportage narrativo dedicato ad un’analisi critica del fenomeno delle morti sul lavoro in Italia. Nel 2009 ha pubblicato Servi, il racconto di un viaggio nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. Sempre nel 2009 ha pubblicato il secondo libro di poesie, L’inappartenenza. Nel 2012 ha pubblicato Il contro in testa e il romanzo La parte del fuoco. Suoi racconti e reportage sono apparsi su diverse riviste, tra cui Nuovi Argomenti. Collabora con il manifesto e l’Unità, sulla quale tiene una rubrica settimanale. Ha fatto parte della redazione della rivista online Nazione Indiana. Collabora con Transeuropa Edizioni, per cui cura la collana “Margini a fuoco” insieme a Marco Revelli.
Come musicista, dopo l’esperienza col gruppo degli Swan Crash (formazione musicale attiva nella seconda metà degli anni novanta sulla scena musicale toscana, che aveva pubblicato un unico cd autoprodotto, dal titolo GraviDanze Lievi), l’affermazione di Marco Rovelli come cantante è legata alla vicenda musicale dei Les Anarchistes, gruppo vincitore, fra le altre cose, del premio Ciampi 2002 per il miglior album d’esordio. Oltre che come cantante, la figura di Marco Rovelli si afferma all’interno del gruppo (che spesso ha rivisitato antichi canti della tradizione anarchica e popolare italiana) anche come autore delle canzoni. Nel 2007 ha lasciato il vecchio gruppo e ha iniziato un percorso come solista. Nel 2009 ha pubblicato il primo cd, libertAria, nel quale ci sono canzoni scritte insieme a Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Wu Ming 2, e al quale hanno collaborato Yo Yo Mundi e Daniele Sepe. A Rovelli è stato assegnato il Premio Fuori dal controllo 2009 nell’ambito del Meeting Etichette Indipendenti.
In campo teatrale, dal libro Servi Marco Rovelli ha tratto, nel 2009, un omonimo “racconto teatrale e musicale” che lo ha visto in scena insieme a Mohamed Ba, per la regia di Renato Sarti del Teatro della Cooperativa. Nel 2011 ha scritto un nuovo racconto teatrale e musicale, Homo Migrans, diretto ancora da Renato Sarti: in scena, insieme a Rovelli, Moni Ovadia, Mohamed Ba, il maestro di fisarmonica cromatica rom serbo Jovica Jovic e Camilla Barone. Insegna storia e filosofia nelle scuole superiori secondarie.

Corpo esposto, Memoranda, 2004.
Lager italiani, Bur, 2006.
Sacrifices, Stampa Alternativa, 2007; prefazione, cura e traduzione del testo di Georges Bataille.
[a cura di, con Giulio Milani] I persecutori, Transeuropa, 2007 (antologia di narratori).
Lavorare uccide, Bur, 2008.
[a cura di] Con il nome di mio figlio. Dialoghi con Haidi Giuliani, Transeuropa, 2009.
Servi, Feltrinelli, 2009.
L’inappartenenza, Transeuropa, 2009.
Il contro in testa, Laterza, 2012.
La parte del fuoco, Barbès, 2012.

“Mio bisnonno è morto a centosei anni con il violino in mano. Io ho cominciato a suonare da bambino. La musica tzigana si suona in maniera diversa: non con le note, ma con il cuore. Chi suona con il cuore quello che sente, piange. Prima piange quello che suona, poi piange quello che sente. E questo a noi ce l’ha lasciato Auschwitz.”
Storie, leggende, ricordi, lettere, fiabe e tanta, tanta musica: il racconto di una vita per entrare nel mondo del popolo rom.

Il libro
“‘Io vi ho raccontato tanto di me. Adesso voi dovete scrivere un libro sulla mia vita. Non ho mai scritto un libro, non ho mai pensato di poter scrivere… Ma vorrei raccontare il mio popolo rom, con le sue tradizioni, le sue storie d’amore e di sofferenza.’ Gesticola mentre parla: solleva le mani, le tiene sospese in aria, la fronte aggrottata. ‘E poi a voi vi ascoltano. Se lo scrivete voi, questo libro, tutti sapranno che è anche bello essere rom.’“ Jovica Jovic è un grande musicista. Con la sua fisarmonica ha suonato in tutta Europa, in teatri, balere, matrimoni, sagre, festival. E come musicista l’hanno conosciuto Moni Ovadia e Marco Rovelli, ma presto è per loro diventato un amico e un formidabile cantastorie: quella volta che rubò le galline alla vicina cieca, quella volta che il padre Dušan compose una canzone ad Auschwitz, quella volta che non si voleva sposare, ma si sposò lo stesso, quella volta che la guerra in Jugoslavia gli distrusse la chiesa che aveva costruito, quella volta che si comprò una Dallapé rossa fiammante come una Ferrari… In questo libro molto speciale tutte le storie di Jovica Jovic compongono un arazzo coloratissimo, fatto anche di discussioni con Moni e con Marco, di lettere e di fiabe, di riflessioni e di invenzioni. E sotto gli occhi del lettore prende vita l’universo rom, al di fuori degli stereotipi ma ricco di personaggi, situazioni e avventure rocambolesche, calato nella storia del Novecento – dalla deportazione del popolo rom ad Auschwitz alle guerre balcaniche – ma anche immerso nelle tradizioni, negli usi e nei costumi di una cultura millenaria, e soprattutto vivo, orgoglioso e sorprendente.

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